La Cassazione (sentenza n. 7095/2026) conferma la responsabilità del titolare d’impresa per i reati nella gestione dei rifiuti: obbligo di vigilanza, limiti della delega di funzioni e implicazioni operative per la compliance ambientale.
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Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato la Circolare n. 39940 del 3 marzo 2025, fornendo istruzioni operative sulla gestione dei rifiuti derivanti da sfalci e potature. Queste nuove indicazioni influenzano in modo significativo le imprese del settore del verde e della gestione ambientale, introducendo obblighi e opportunità che meritano un’analisi approfondita.
Un Passo Indietro (e Avanti) nella Normativa
Le modifiche introdotte con il Decreto-legge n. 153 del 17 ottobre 2024 (convertito con la Legge n. 191 del 13 dicembre 2024) riportano in parte alla situazione normativa antecedente al D.lgs. 116/2020. Prima di quella riforma, la classificazione dei rifiuti derivanti dalla manutenzione del verde era determinata dai Comuni e dagli Enti di Governo d’Ambito in base a criteri quantitativi e alla capacità della rete di raccolta. Con il “Dl Ambiente” si riconosce nuovamente una certa flessibilità nella gestione locale, pur mantenendo vincoli operativi chiari.
Conferimento ai Centri di Raccolta: Cosa Cambia?
Uno dei punti chiave della nuova regolamentazione riguarda la possibilità di conferire i rifiuti da sfalci e potature nei Centri di Raccolta (CdR). Tuttavia, anche se tali rifiuti vengono ora classificati come urbani, questo non significa che il loro conferimento sia sempre libero e senza restrizioni. Saranno i Comuni e gli Enti di Governo d’Ambito a stabilire:
- Tipologie di rifiuti accettati
- Modalità di accesso per le utenze non domestiche
- Eventuali limiti quantitativi e orari di conferimento
- Tariffe per il servizio
Tre Possibili Scenari per le Imprese
La circolare individua tre situazioni operative che interessano le imprese:
Caso A: Conferimento diretto con mezzi propri: Utenze Domestiche (UD) e Utenze Non Domestiche (UND) del Comune o dei Comuni di riferimento del CdR che conferiscono i rifiuti con veicoli propri. I regolamenti locali possono stabilire quantitativi massimi conferibili, limiti di accesso e periodi specifici. Le UD non necessitano di documenti oltre all’identificazione dell’utenza e l’iscrizione ai registri TARI, mentre le UND devono utilizzare la “Scheda rifiuti conferiti al centro di raccolta” e i veicoli devono essere iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria “2–bis”.
Caso B: Conferimento da parte di terzi incaricati (es. aziende di giardinaggio): UD e UND che fanno conferire i rifiuti dall’azienda di giardinaggio che ha effettuato la manutenzione del verde. È opportuno che l’utente accompagni o fornisca una dichiarazione al giardiniere per attestare la provenienza del rifiuto. Le modalità di conferimento seguono criteri simili al Caso A, con l’aggiunta della necessità di documentare la provenienza dei rifiuti.
Caso C: Conferimento fuori dal territorio comunale di produzione: Aziende che conferiscono rifiuti derivanti dalla propria attività di manutenzione del verde nel CdR del Comune presso cui sono registrate come UND, utilizzando veicoli propri e trasportando rifiuti provenienti da territori comunali diversi. È possibile stipulare contratti specifici con il gestore del servizio integrato di igiene urbana, prevedendo corrispettivi per l’utilizzo del servizio e quantitativi massimi fissati dal regolamento locale.
Cosa Devono Fare le Imprese per Essere in Regola?
Per garantire la compliance con la normativa aggiornata, le aziende devono:
- Verificare i regolamenti locali per capire le condizioni di accesso ai CdR e le eventuali restrizioni applicabili.
- Iscrivere i propri veicoli all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria “2-bis”, se trasportano direttamente i rifiuti.
- Mantenere una documentazione chiara e conforme attraverso l’uso della “Scheda rifiuti conferiti al centro di raccolta”.
- Stipulare eventuali accordi con i gestori locali se il conferimento avviene in territori diversi da quello di produzione.
Conclusione
Questa nuova regolamentazione rappresenta un passo importante verso una gestione più strutturata e responsabile dei rifiuti verdi. Le imprese devono muoversi con attenzione, aggiornare le proprie procedure e collaborare attivamente con le autorità locali per garantire un sistema di raccolta efficiente e sostenibile. L’adeguamento alle nuove disposizioni non è solo un obbligo normativo, ma un’opportunità per ottimizzare la gestione dei rifiuti e migliorare la gestione delle proprie attività.
Circolare MASE n. 39940 del 03.03.2025 – Istruzioni operative rifiuti da sfalci e potature
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