RENTRI: Istruzioni aggiornate per la compilazione del registro c/s e del formulario. Tutti i dubbi finalmente risolti? Quali semplificazioni sono state introdotte?
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Dal 23 luglio 2026 è online, sul portale rentri.gov.it, una nuova sezione del RENTRI dedicata alla consultazione pubblica dei dati sulla produzione e sulla gestione dei rifiuti in Italia.
Tutte le informazioni, dalle unità locali iscritte, ai dati inseriti nei registri di carico e scarico, ai formulari vidimati, cartacei e digitali, sono disponibili ora online.
Si chiama Area Consultazione (presentata anche come “RENTRI in cifre”) ed è realizzata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), con il supporto tecnico dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali e di Unioncamere.
Per chi non aveva ancora compreso la portata del RENTRI, forse ora tutto diventerà più chiaro. Come abbiamo accennato più volte anche durante i nostri webinar gratuiti (guarda qui la programmazione dei prossimi mesi), la tracciabilità digitale dei rifiuti non si limita alla conversione da cartaceo a digitale dei principali strumenti che quotidianamente vengono utilizzati per la gestione dei rifiuti, registro di c/s e FIR. La digitalizzazione permette, grazie ai tempi di condivisione dei dati con il RENTRI, di avere un monitoraggio attivo della situazione rifiuti italiana in tempi molto più ridotti rispetto al passato dove la fonte principale era il MUD. Ricordiamo che la dichiarazione annuale è sempre riferita all’anno precedente e data la mole di dati e la necessità di aggregare ed elaborare gli stessi, i tempi di pubblicazione successiva di questi dati non erano propriamente immediati. I dati presentati oggi invece sono quasi in tempo reale.
Con questa nuova area il Registro aggiunge una funzione diversa, rivolta non solo agli operatori tenuti all’iscrizione ma anche a pubbliche amministrazioni, stakeholder e cittadini: restituisce, in forma aggregata, i dati che le imprese trasmettono quotidianamente.
Cosa si trova nell’Area Consultazione
Il cruscotto pubblicato sul sito RENTRI mette a disposizione, tra gli altri, i seguenti indicatori:
- unità locali iscritte al RENTRI;
- registri di carico e scarico aperti;
- registrazioni trasmesse al RENTRI nell’anno in corso;
- FIR (formulari di identificazione rifiuti) vidimati nell’anno;
- FIR digitali emessi e trasmessi al RENTRI nell’anno.
A questi si affiancano report di dettaglio — consultabili filtrando per anno di registrazione, regione e provincia — su produzione di rifiuti (pericolosi e non pericolosi), recupero, smaltimento e sui materiali che, a seguito di operazioni di recupero, cessano di essere qualificati come rifiuto (End of Waste).
Il MASE precisa che i dati sono pubblicati esclusivamente a fini informativi, in forma aggregata e statistica: non sono quindi rese disponibili informazioni riconducibili alle singole imprese iscritte.
La novità non è solo tecnica
Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha commentato il lancio della piattaforma dichiarando che “la pubblicazione dei dati del RENTRI rappresenta un’ulteriore conferma delle enormi potenzialità di questo sistema” e che il Registro “non è soltanto uno strumento di digitalizzazione degli adempimenti, ma una vera e propria infrastruttura strategica per rafforzare la conoscenza dei flussi di rifiuti” (dichiarazione riportata da Uomini e Trasporti, 23 luglio 2026).
In pratica, il RENTRI smette di essere solo l’infrastruttura con cui produttori, trasportatori, intermediari e gestori assolvono agli obblighi di tracciabilità, e comincia a funzionare anche come base di conoscenza sul settore: utile per leggere l’andamento della produzione di rifiuti sul territorio, individuare concentrazioni territoriali, orientare la programmazione impiantistica e, più in generale, monitorare l’evoluzione dell’economia circolare in Italia. Come sempre è l’informazione che ci permette di analizzare un fenomeno, comprenderlo, prendere decisioni per poi intervenire.
Cosa cambia per le imprese
Per le imprese iscritte al RENTRI, sul piano degli adempimenti non cambia nulla: l’Area Consultazione non introduce nuovi obblighi né modifica le modalità di trasmissione dei dati già previste.
Cambia però la cornice in cui si inserisce l’iscrizione al Registro: i dati trasmessi da ciascun operatore concorrono a costruire una fotografia pubblica e verificabile del sistema rifiuti italiano, disponibile — dati ISPRA a parte — in tempo pressoché reale.
È un motivo in più per curare la qualità e la puntualità delle registrazioni: numeri corretti significano una rappresentazione corretta del settore.
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