L’ADR riguarda direttamente il Produttore sin dalla fase della classificazione dei rifiuti. Il formulario deve essere coerente con la classificazione rifiuti e la classificazione ADR. Quanti errori vengono ancora commessi?
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È risaputo che ogni attore della filiera dei rifiuti – produttore, intermediario, trasportatore – ha l’obbligo di verificare le autorizzazioni degli impianti di trattamento a cui conferisce i rifiuti. Tuttavia, spesso questa verifica si limita a una semplice archiviazione dei PDF ricevuti, senza un controllo approfondito della completezza, validità e prescrizioni del provvedimento.
Ma è sufficiente questa modalità di controllo?
La risposta è negativa. Una verifica efficace delle autorizzazioni degli impianti coinvolti dovrebbe includere almeno questi passaggi fondamentali:
- Validità dell’autorizzazione: accertarsi che l’autorizzazione sia in corso di validità.
- Completezza dell’autorizzazione: verificare che il documento ricevuto sia l’autorizzazione completa, e non una sua parte, che potrebbe non contenere tutte le informazioni necessarie.
- Codici CER autorizzati: controllare che i codici CER dei rifiuti conferiti siano inclusi tra quelli autorizzati per l’impianto.
Oltre a questi elementi, è cruciale considerare la capacità autorizzata dell’impianto.
La sentenza della Cassazione Penale n. 33144 del 27 agosto 2024 ribadisce la responsabilità condivisa degli attori della filiera. In quel caso, il produttore del rifiuto è stato ritenuto responsabile, insieme all’impianto di destino, per deposito incontrollato, poiché l’impianto aveva superato la propria capacità autorizzata anche a causa dei rifiuti conferiti dal produttore.
Cosa afferma la Sentenza?
In sintesi, la Cassazione afferma che chi affida i propri rifiuti a terzi per lo smaltimento ha l’obbligo di seguirne il ciclo di gestione e verificarne la regolarità, accertandosi che gli affidatari abbiano le necessarie autorizzazioni e competenze tecniche. (Ringraziamo l’Avv. Stefano Palmisano per la preziosa sintesi di questa sentenza).
Nella pratica, ciò significa che produttori, trasportatori e intermediari devono verificare se la capacità autorizzata dell’impianto è compatibile con i flussi di rifiuti che intendono conferire, sia in termini di capacità istantanea che annuale/giornaliera.
Un controllo accurato delle autorizzazioni non è solo un obbligo normativo, ma una garanzia di gestione responsabile e conforme dei rifiuti.
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