Decisione UE 2025/934: dal 9/12/2026 nuovi codici EER per le batterie. La nota di Regione Lombardia su varianti, transitorio e casi 160604. Come adeguare le autorizzazioni degli impianti? Classificazione rifiuti, come devono adeguare i codici EER i Produttori?
Consulenza Ambiente & Rifiuti
Soluzioni Compliance Ambientale
Introduzione: perché questo regolamento cambia il gioco
Il Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1290 dà forma operativa alla digitalizzazione delle spedizioni di rifiuti prevista dal Regolamento (UE) 2024/1157. L’idea è semplice ma ambiziosa: fare in modo che tutte le informazioni e i documenti necessari per una spedizione transfrontaliera di rifiuti viaggino solo per via elettronica, in tempo reale, in modo sicuro e tracciabile. Questo migliora controlli, trasparenza e capacità di reazione degli organi ispettivi, ma richiede adattamenti tecnici e organizzativi da parte di Stati, autorità e operatori.
Sistema centrale, sistemi locali e software — chi fa cosa
La Commissione gestisce un sistema centrale che consente lo scambio in tempo reale dei documenti tra i sistemi locali delle autorità e i software degli operatori. Esistono tre “contenitori” funzionali: il sistema centrale (Commissione), i sistemi locali (autorità competenti nazionali) e i software privati (operatori/fornitori). Tutti devono essere interoperabili, secondo il protocollo tecnico previsto negli allegati.
Per l’impresa: cosa significa?
- Potrai continuare ad usare il tuo gestionale, ma dovrà essere in grado di dialogare — via API — con il sistema centrale, oppure usare la GUI fornita. Se il tuo software non è compatibile, dovrai prevedere integrazioni o usare la GUI.
Ruoli, registrazioni e identificazione
Il regolamento definisce i ruoli (notificatore, produttore, vettore, autorità di spedizione/transito/destinazione, impianto ricevente, autorità di ispezione, ecc.) e stabilisce che gli operatori devono essere identificati con un numero di identificazione principale (per gli operatori doganali è l’EORI; per gli altri, il numero sarà definito dagli Stati membri). La registrazione di operatori e siti avviene tramite autorità competenti entro tempi predefiniti e con procedure di verifica dell’identità.
Modalità di accesso e tempistiche obbligatorie
- Entro il 3 febbraio 2026 le autorità devono dichiarare alla Commissione come accederanno al sistema centrale (GUI, API o mix). Questa data è fondamentale per la pianificazione nazionale.
- Le autorità che scelgono l’accesso via API devono completare le prove tecniche almeno 25 giorni lavorativi prima dell’attivazione effettiva. Ciò implica che la finestra di test e deploy va pianificata con netto anticipo.
Impatti pratici: Organizzare risorse IT, fare test end-to-end con le autorità, prevedere un utente master e procedure interne per la gestione degli account.
Autenticazione, allegati e formati
Tutti i documenti rilevanti (notifica, documento di movimento, modulo allegato VII, certificati di recupero/smaltimento, presa in carico del vettore ecc.) devono essere autenticati digitalmente (con marcatura temporale, identificazione dell’utente e ruolo) e trasmessi in formati previsti (PDF o JPEG per gli allegati, con limite 32 MB per file). I sistemi devono mantenere log di audit recuperabili.
Numerazione univoca e tracciabilità
Il regolamento stabilisce regole precise per generare numeri di notifica, documenti di movimento e numeri dell’allegato VII: numeri univoci, strutturati (es. codice autorità + anno + progressivo), con formati standard che facilitano il tracciamento e le interrogazioni. Questo migliora la correlazione tra documenti e la ricostruzione della logistica della spedizione.
Impianti con “autorizzazione preventiva”
Il sistema deve includere un registro degli impianti che dispongono dello status di autorizzazione preventiva, con i rifiuti e le operazioni consentite e i periodi di validità. Le spedizioni verso questi impianti avranno procedure semplificate gestite dal sistema centrale. È una semplificazione operativa importante per catene di trattamento certificate.
Conservazione dei dati e protezione dei dati personali
- Periodi di conservazione: 10 anni per le notifiche e 5 anni per i documenti dell’allegato VII (salvo casi particolari). Se i certificati non vengono rilasciati entro 1 anno dalla scadenza, valgono le regole di conservazione estesa (10/5 anni). Il trattamento dei dati personali deve rispettare GDPR e gli altri atti UE sulla protezione dei dati.
Cosa consigliare alle imprese: rivedere le policy di retention dei dati, aggiornare i contratti con i fornitori di software per garantire conformità e prevedere misure di sicurezza e pseudonimizzazione dove necessario.
Protocollo tecnico e allegati — cosa contiene
Gli allegati includono il protocollo per lo scambio dati, i campi obbligatori per ogni tipo di documento, i parametri per le API, le chiamate per ottenere documenti e allegati, l’elenco dei metadati da registrare (es. ID operatori, ID allegato, marcature temporali, massa/volume, codici R/D ecc.). Chi sviluppa software deve attenersi a questi schemi.
Funzionalità per le autorità di ispezione
Il sistema consente alle autorità di ispezione di estrarre dati e documenti per pianificare ed eseguire controlli più mirati ed efficienti. Questo aumenta la probabilità di individuare spedizioni irregolari, ma impone agli operatori di mantenere dati coerenti e aggiornati.
Impatti operativi e passi pratici consigliati (checklist)
Per non restare indietro, ecco cosa suggerisco come immediato e prioritario per un’impresa che effettua o organizza spedizioni internazionali di rifiuti:
- Mappare i ruoli interni (chi è notificatore, chi è master, chi compila il movimento).
- Verificare il numero di identificazione principale (EORI o altro) e la correttezza dei dati aziendali.
- Contattare il fornitore del gestionale per confermare compatibilità API con il protocollo dell’Allegato II o pianificare integrazione.
- Predisporre formazione per almeno 1 utente master e gli utenti operativi (autenticazione digitale, log, gestione allegati).
- Rivedere policy di retention e sicurezza dati per rispettare i termini 10/5 anni e GDPR.
- Pianificare test con l’autorità competente locale (se essa userà API) in vista della scadenza del 3/2/2026 e prevedere i 25 gg lavorativi per i test.
Conclusione — cosa cambia nella sostanza
Il Regolamento 2025/1290 non è una rivoluzione fine a sé stessa: è l’attivazione pratica di una piattaforma europea che rende obbligatoria la gestione elettronica, strutturata e tracciabile delle spedizioni di rifiuti. Per le imprese significa automatizzare, standardizzare e rendere audit-proof la documentazione; per le autorità significa migliore sorveglianza e controllo. Dal punto di vista operativo, la vera sfida è la transizione: integrazione software, governance interna, adattamento delle procedure e formazione degli utenti. Chi si attiva ora potrà trasformare l’obbligo in un vantaggio operativo (meno errori, meno ritardi, maggiore sicurezza giuridica).
RAEE Professionali Uno contro UNO obbligatorio
Con la Legge 50/2026 scatta l’obbligo di ritiro Uno contro Uno per tutti i distributori di AEE professionali. Scopri DDT, esonero RENTRI e gestione dei costi.
Decreto Ministeriale n. 91/2026: la nuova disciplina dei centri di raccolta comunali
D.M. 26 marzo 2026, n. 91: cosa cambia per i centri di raccolta rifiuti urbani. Analisi di requisiti strutturali, Albo Gestori e allegati.
D.Lgs. 81/2026: la nuova tutela penale dell’ambiente e cosa cambia per chi gestisce rifiuti
D.Lgs. 81/2026: tutela penale dell’ambiente, nuovo reato di commercio di prodotti inquinanti e aggiornamento del Modello 231. Guida operativa per le imprese. Obbligo di classificazione rifiuti e controllo autorizzazioni
RENTRI: ripristino dei servizi e fine delle procedure di emergenza per il FIR digitale
Dal 14 aprile 2026 il RENTRI torna pienamente operativo: stop alle procedure di emergenza e ripristino del FIR digitale. Resta il doppio binario con il cartaceo fino al 15 settembre 2026. Analisi operativa per le imprese.
Le delibere di marzo 2026 dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali: focus sul trasporto rifiuti in 2-bis e categoria 5
Le delibere di marzo 2026 dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali introducono nuovi obblighi per la geolocalizzazione dei mezzi in categoria 5, chiarimenti operativi e limitazioni per i veicoli M1. Analisi tecnica e impatti per le imprese.
Rifiuti e ADR: cosa sta cambiando nei controlli su strada?
ADR e rifiuti: quando è obbligatorio il consulente ADR e quali errori espongono a sanzioni? Le nuove check-list per i controlli su strada
Batterie e rifiuti di batterie: il nuovo sistema introdotto dal D.Lgs. 29/2026
L’introduzione del D.Lgs. 29 del 10/02/2026 adegua finalmente la normativa nazionale al Regolamento 1542/2023 relativo alle batterie. Quali cambiamenti attendono ora gli operatori della filiera? Leggi il nostro approfondimento
MUD 2026: pubblicato il nuovo modello, scadenza fissata al 3 luglio
Pubblicato il DPCM che fissa le nuove regole di presentazione del MUD. La data di scadenza è posticipata dal 30 Aprile al 3 Luglio 2026. Chi sono i soggetti obbligati? cosa cambia realmente?
RENTRI: il Milleproroghe sposta le scadenze, ma non risolve i problemi della filiera
Il Decreto Milleproroghe avvia, fino al 15 Settembre 2026, il doppio binario per l’XFIR ma le responsabilità restano vive ed occorre arrivare preparati a Settembre. Quali sanzioni vengono sospese?
Dal deposito temporaneo al FIR digitale: perché l’ADR riguarda direttamente il produttore
L’ADR riguarda direttamente il Produttore sin dalla fase della classificazione dei rifiuti. Il formulario deve essere coerente con la classificazione rifiuti e la classificazione ADR. Quanti errori vengono ancora commessi?
Sfalci e potature: rifiuto o sottoprodotto? La Commissione europea chiude la questione
Sfalci di potatura: rifiuti o sottoprodotto? La Commissione Europea stabilisce la sua posizione
ARTICOLI RECENTI
Riclassificazione codici EER batterie – indicazioni per le modifiche autorizzative
Decisione UE 2025/934: dal 9/12/2026 nuovi codici EER per le batterie. La nota di Regione Lombardia su varianti, transitorio e casi 160604. Come adeguare le autorizzazioni degli impianti? Classificazione rifiuti, come devono adeguare i codici EER i Produttori?
RAEE Professionali Uno contro UNO obbligatorio
Con la Legge 50/2026 scatta l’obbligo di ritiro Uno contro Uno per tutti i distributori di AEE professionali. Scopri DDT, esonero RENTRI e gestione dei costi.
Decreto Ministeriale n. 91/2026: la nuova disciplina dei centri di raccolta comunali
D.M. 26 marzo 2026, n. 91: cosa cambia per i centri di raccolta rifiuti urbani. Analisi di requisiti strutturali, Albo Gestori e allegati.
D.Lgs. 81/2026: la nuova tutela penale dell’ambiente e cosa cambia per chi gestisce rifiuti
D.Lgs. 81/2026: tutela penale dell’ambiente, nuovo reato di commercio di prodotti inquinanti e aggiornamento del Modello 231. Guida operativa per le imprese. Obbligo di classificazione rifiuti e controllo autorizzazioni
Responsabilità del titolare d’impresa nella gestione dei rifiuti: la Cassazione ribadisce il dovere di vigilanza
La Cassazione (sentenza n. 7095/2026) conferma la responsabilità del titolare d’impresa per i reati nella gestione dei rifiuti: obbligo di vigilanza, limiti della delega di funzioni e implicazioni operative per la compliance ambientale.
Allegato VII senza DIWASS fino a fine 2026: indicazioni operative per gli operatori
DIWASS rinviato al 2027 per i rifiuti in lista verde. Come gestire l’allegato VII nel 2026? Regime transitorio e obblighi per le spedizioni di rifiuti.













