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MUD 2026: pubblicato il nuovo modello, scadenza fissata al 3 luglio

MUD 2026: pubblicato il nuovo modello, scadenza fissata al 3 luglio 2026

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato il DPCM di approvazione del Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD) che dovrà essere utilizzato per la dichiarazione dei dati relativi all’anno 2025.

Con la pubblicazione del decreto viene automaticamente meno la scadenza ordinaria del 30 aprile, prevista nei casi in cui il modello rimanga invariato.

Per il MUD 2026, il Ministero ha chiarito che il termine per la presentazione della dichiarazione è fissato al:

3 luglio 2026

La data deriva dall’applicazione della regola prevista dalla Legge n. 70/1994, secondo cui la dichiarazione deve essere presentata entro 120 giorni dalla pubblicazione del DPCM che approva il modello.

Perché la scadenza non è il 30 aprile

Il MUD è disciplinato da una regola particolare: la scadenza del 30 aprile vale soltanto quando il modello di dichiarazione non viene modificato.

Quando invece viene pubblicato un nuovo modello tramite DPCM, il termine per la presentazione della dichiarazione slitta automaticamente e viene calcolato a partire dalla data di pubblicazione del decreto.

Questo meccanismo serve a consentire agli operatori di:

  • analizzare il nuovo modello;
  • aggiornare i software gestionali;
  • adeguare i sistemi di raccolta e organizzazione dei dati.

MUD 2026: dati da dichiarare

Il MUD 2026 riguarda i dati relativi alla gestione dei rifiuti nell’anno 2025.

Devono presentare la dichiarazione, tra gli altri:

  • produttori iniziali di rifiuti pericolosi
  • produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da attività industriali o artigianali con più di 10 dipendenti
  • imprese che effettuano raccolta e trasporto di rifiuti
  • commercianti e intermediari senza detenzione
  • gestori di impianti di recupero e smaltimento
  • soggetti coinvolti nella gestione di RAEE, imballaggi e veicoli fuori uso.

La dichiarazione viene presentata telematicamente alle Camere di Commercio, che provvedono a trasmettere i dati al Catasto nazionale dei rifiuti.

Il MUD resta la fotografia annuale della gestione dei rifiuti

Nonostante l’avvio del RENTRI, per il 2026 il MUD continua a rappresentare uno strumento centrale per la raccolta dei dati nazionali sulla gestione dei rifiuti.

La dichiarazione costituisce infatti la sintesi annuale dei flussi di rifiuti gestiti dalle imprese, elaborata a partire da:

  • registri di carico e scarico
  • formulari di identificazione dei rifiuti
  • autorizzazioni degli impianti

rapporti tra produttori, trasportatori e destinatari.

Il MUD nell’era della tracciabilità digitale

Con l’introduzione del RENTRI – Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, il rapporto tra dati registrati durante l’anno e dati dichiarati nel MUD sarà sempre più evidente.

La progressiva digitalizzazione dei registri e dei formulari consentirà infatti di:

  • verificare con maggiore facilità la coerenza dei dati dichiarati;
  • individuare eventuali anomalie nei flussi di rifiuti;

migliorare la qualità complessiva delle informazioni ambientali.

Un consiglio operativo

Lo slittamento della scadenza al 3 luglio 2026 non dovrebbe essere interpretato come un semplice rinvio.

Questo periodo dovrebbe essere utilizzato per verificare:

  • la completezza dei registri di carico e scarico
  • la corretta classificazione dei rifiuti
  • la coerenza tra registrazioni e formulari
  • la corretta identificazione degli impianti di destino.

Molte criticità emergono proprio quando i dati vengono analizzati per la prima volta durante la compilazione del MUD.

Come ogni anno, Ambiente&Rifiuti è disponibile a supportare enti e imprese nel complesso lavoro di predisposizione del MUD. Se sei interessato puoi contattarci per richiedere un preventivo personalizzato.

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