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Soluzioni Compliance Ambientale
Alla luce delle difficoltà emerse con sempre maggiore evidenza nel corso del 2025 nel settore del riciclo delle plastiche, la Commissione Europea tenta di sostenere il comparto industriale con un primo pacchetto di misure a supporto del riciclo della plastica in Europa.
L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un vero e proprio mercato unico dei materiali circolari a livello europeo. Si tratta di un obiettivo ambizioso, ma coerente con il contesto storico attuale, che potrebbe effettivamente ridare slancio all’intero settore, favorendo al contempo quella autonomia industriale sempre più richiesta.
Come evidenziato dalla Commissione, le imprese europee del riciclo si trovano oggi a fronteggiare pressioni crescenti: mercati dei materiali riciclati fortemente frammentati, costi energetici elevati, prezzi volatili della plastica vergine e pratiche di concorrenza sleale da parte di Paesi terzi.
Il combinarsi di questi fattori genera difficoltà significative per le aziende europee del settore.
Secondo Plastic Recyclers Europe, il fatturato del comparto ha registrato un ulteriore calo del 5,5% nel periodo compreso tra il 2023 e il 2024, accompagnato da una perdita di capacità produttiva pari a circa 300 mila tonnellate, dovuta a fermi impianto e chiusure.
Uno dei principali nodi da sciogliere riguarda, come noto, la necessità di disporre di criteri di cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste) validi su tutto il territorio europeo, superando l’attuale situazione di forte eterogeneità normativa tra gli Stati membri.
L’atto proposto dalla Commissione resterà in consultazione fino al 26 gennaio 2026 e, una volta entrato in vigore, definirà parametri comuni in base ai quali i rifiuti sottoposti a operazioni di riciclo potranno essere considerati veri e propri prodotti. Tali materiali potranno quindi circolare liberamente nel mercato unico, sostituendo la plastica vergine nei processi produttivi.
Sarà interessante osservare come l’Italia recepirà questo atto, anche alla luce delle recenti esperienze e criticità legate alla disciplina dell’End of Waste.
Qualora questa manovra dovesse concretizzarsi, potremmo trovarci di fronte a un cambiamento epocale: una riduzione dei trasporti transfrontalieri di rifiuti plastici e un incremento della produzione di materiali End of Waste direttamente sul territorio nazionale.
Resterà tuttavia fondamentale verificare la reale capacità di assorbimento di questi “nuovi prodotti” da parte dell’industria manifatturiera, affinché il sistema possa risultare effettivamente sostenibile.
Un ulteriore aspetto di rilievo riguarda il riciclo chimico. Con un atto di esecuzione attualmente in consultazione fino al 19 agosto 2026, la Commissione intende introdurre una metodologia di calcolo basata sul bilancio di massa, adottando un modello di allocazione a “uso di combustibile escluso”. In pratica, i rifiuti impiegati per la produzione di combustibili o per il recupero energetico non potranno essere conteggiati come contenuto riciclato.
Infine, è prevista l’introduzione di controlli doganali più stringenti, anche attraverso la possibile definizione di un nuovo codice doganale in grado di distinguere la plastica vergine da quella riciclata.
Ringraziamo, come sempre, Ricicla TV, per lo spunto di riflessione, importantissimo, fornito con il proprio articolo sul tema ed al quale vi rimandiamo per maggiori approfondimenti: Clicca qui
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È stato approvato in Commissione Senato l’emendamento “Proroga obbligo di previa notifica export metalli ferrosi per grandi quantità” (Emendamenti di Commissione relativi al DDL n. 452).
Con la circolare 1 del 14/02/2023 l’Albo Nazionale Gestori Ambientali ha chiarito che le imprese che svolgono attività di sfalcio e potatura presso aree verdi pubbliche o private, ma adibite ad uso pubblico, per le attività di raccolta e trasporto di tali rifiuti, anche se classificati come urbani, la categoria di iscrizione è la 2-bis.
È stato pubblicato il Parere consultivo n. 2058 del 22 Dicembre 2022 da parte del Consiglio di Stato che, in data 20 Dicembre 2022, si è riunito per esprimere il proprio parere sullo schema di regolamento: “Disciplina del sistema di tracciabilità dei rifiuti e del registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti ai sensi dell’art. 188-bis del D.Lgs. 152/2006”.
Nelle ultime settimane si è discusso tanto sulla questione relativa all’obbligo di nomina del consulente ADR per tutti quei soggetti che, con la fine del periodo transitorio di cui al capitolo 1.6.1.44, dal 1 ° Gennaio 2023 di fatto si troverebbero nella condizione di non poter più usufruire delle esenzioni previste dal Regolamento ADR.
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 188 del 12/08/2022 della legge 5 agosto 2022 n. 118 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza) viene apportata una importante modifica all’art. 238 del D.Lgs. 152/2006 in materia di gestione di rifiuti urbani.
La circolare 7 del 28/07/2022 dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali fornisce importanti chiarimenti per le imprese iscritte nelle categorie 1, 4, 5 o 6 per alcune fattispecie di trasporto.